Gender DocuFilm Fest

Cast & crew

Should I Really Do It?

Should I Really Do It?
(Bunu gercekten yapmali miyim?)
Turkey 2009

Produced, written, directed, shot & edited by Ismail Necmi for In Works Istanbul

Co-Produced by Ayse Unal, Alexandre Mroz Tastardi
Associate producers: Rabia Bakici Gureli, Dieter Sauter, Stephen Kimmel

Music by Serkan Alkan
Original theme Song by Mercan Dede, Mich Gerber
Additional music by James Onder, Mumin Mutlu

Featuring Petra Woschniak as Petra, Herold as Itself

Length: 86 minutes
Format: Colour, 35mm, 1:1.85, Dolby Digital
Language: German & Turkish with English subtitles

Official website: www.shouldireallydoit.com

Trailer & intervista

Trailer

Intervista

Immagini

Ismail Necmi
Ismail Necmi,
regista
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« Adescandoci con una promessa di spiegazione razionale, Ismail Necmi ci introduce in un mondo oscuro popolato da donne sinuose e uomini feticisti. Oscillando tra fantasia e realtà, scopriamo presto che il miglior posto sta nel mezzo: uno spazio elegante in cui possiamo esser chiunque vogliamo, senza spiegazioni, senza esclusione di colpi. » Dimitri Eipides, Toronto Film Festival

Should I Really Do It? [Dovrei farlo davvero?]

Should I Really Do It?

Dalla Germania Petra si è trasferita a vivere a Istanbul, rovesciando lo stereotipo dell'immigrazione turca. La sua vita prende improvvisamente direzioni così inaspettate che si direbbe un'opera di fiction. Ma nulla è più strano e sorprendente della vita vera. Interrogata da un misterioso personaggio mascherato, la donna racconta la sua vita e il suo oscillare fra due culture con una sincerità disarmante.

Premio del pubblico
« Una vicenda umana emozionante narrata con sensibilità e partecipazione, in un film dallo stile fulgido, magnificamente diretto e fotografato. »
Premio del pubblico, GDFF 2010

Intervista al Gender DocuFilm Fest

Giona Nazzaro, direttore artistico del GDFF, parla con Ismail Necmi, regista, direttore della fotografia e montatore di Should I Really Do It?, e con Alexandre Mroz Tastardi, produttore della pellicola, durante la proiezione giovedì 26 agosto.

Giona: Ismail, il tuo film è molto particolare, quasi un film transgender di per sé: un ibrido tra il documentario e la fiction. Qual è stato il tuo punto di partenza?

Ismail: Questo è il mio primo film e posso solo dire che per me era arrivato il momento di farne uno. Non ho pianificato nulla, Petra viveva nell'appartamento accanto al mio, era la mia vicina di casa, e abbiamo deciso di girare un film. Era semplicemente il posto e il momento giusto.

Giona: Ci puoi dire qualcosa di più su come il film si è sviluppato a partire da questa scintilla?

Ismail: La frase di lancio è "Può la realtà essere più interessante della fiction?" e già descrive tutto quello di cui parla il film. A volte succede che molte cose accadano simultaneamente nella vita di qualcuno: se avessi scritto questa storia come un copione nessuno mi avrebbe creduto, eppure tutto è stato reale, è successo veramente durante le riprese. E' stato un lungo viaggio insieme a Petra, perché il film oscilla tra dramma e documentario, e tutto quello che mostro è successo veramente, anche se sembra molto artefatto. Volevo raccontare una storia fatta da persone vere, senza però raccontarla come un film di finzione: trovavo fosse importante avere una sorta di impressione documentaristica. In più, ho inserito il mio commento su questa storia, da regista. Molte scene del film sembrano molto artefatte, come costruite, ma in realtà non lo sono affatto. Mi piace mescolare queste due impressioni, di documentario e di film di finzione. Come regista, non voglio dire quale parte è inventata e quale è documentaristica, è un compito che spetta al pubblico. Per me è molto importante che il pubblico abbia una sua opinione personale sul film.

Giona: Petra è una donna straordinaria…

Ismail: Petra è un personaggio molto interessante. E' una donna molto indipendente. Viveva in Istanbul in modo completamente illegale, senza il permesso di soggiorno, senza il permesso di lavoro. Era una specie di immigrato tedesco a Istanbul, al contrario del solito immigrato turco in Europa. Eppure se la stava passando alla grande a Istanbul, dove d'altra parte la vita è molto diversa che in Europa… Trovavo interessante fare un film su di lei, questo è stato l'inizio. Alla fine però abbiamo fatto un film completamente diverso dalle idee e dagli intenti che avevamo avuto, perché la vita vera si è infilata nel film e d'improvviso tutto è cambiato. La sua vita è completamente diversa adesso, non vive più ad Istanbul, è tornata in Germania. E' una vera sopravvissuta, ha un carattere molto forte, sia nel film che nella vita vera.

Giona: Alexandre, penso sia stato difficile prender parte a un progetto così originale. Ogni film ha bisogno di soldi, di attenzione, di cura, di un po' di festival che lo aiutino a trovare un pubblico e magari un distributore che lo acquisti. Per questo film deve essere stata un'impresa economicamente rischiosa, no?

Alexandre: E' stato molto rischioso, sì. Ho incontrato Ismail durante una vacanza a Istanbul. Ho visto quello che aveva appena girato con Petra, circa 20 minuti di film, e sono stato immediatamente catturato. Ho iniziato a lavorare con lui in quell'istante. E' stato molto rischioso, perché si tratta ovviamente di un progetto molto costoso che non permetterà di recuperare facilmente l'investimento economico, come potrebbe fare più facilmente un film di fiction. Inoltre, è anche un film piuttosto difficile da far partecipare ai festival, perché non è immediatamente categorizzabile. Si è però trattato di una scelta personale che semplicemente ho voluto fare.

Estratti dalla sceneggiatura

HEROLD: Poco tempo fa lei ha detto di preferire la superficialità alla profondità. Che significa, rispetto alla nostra conversazione?
Petra: Che io… Se sto… Dovrà passare molto tempo ancora prima che io apra la mia anima.
HEROLD: E' solo il tempo o altro? O c'è qualcosa che posso fare per renderle più facile questa apertura?
Petra: La questione è se davvero voglio aprirmi.
HEROLD: Vuole aprirsi?
Petra: Fino ad ora non ero pronta ad aprirmi. Ma potevo prendere in considerazione l'idea.
HEROLD: Poteva prenderla in considerazione.
Petra: Sì.
HEROLD: E se lei accettasse e fosse pronta ad aprirsi, io che cosa vedrei?
Petra: Solo me stessa, senza trucco.
HEROLD: Vedrei lei e basta, senza trucco? E come sarebbe?
Petra: Realistico. Potrebbe essere interessante o noioso, non lo so.
HEROLD: Vorrei tanto vederla senza trucco.
Petra: Possiamo lavorarci.