Gender DocuFilm Fest

Cast & crew

Ella Es El Matador

Ella Es El Matador
USA / Spain 2009

Written, produced and directed by Gemma Cubero and Celeste Carrasco for Talcual Films

Cinematography by Celeste Carrasco
Edited by Carla Gutiérrez, Vivien Hillgrove, Jennifer Chinlund and Celeste Carrasco
Music by Michael Galasso, Todd Boekelheide and Martirio

Featuring Maripaz Vega, Eva Florencia

Length: 62 minutes
Format: Colour, 4:3 Letterbox, Stereo
Language: Spanish and Italian with English subtitles

Official website: www.talcualfilms.com

Trailer & intervista

Trailer

Intervista

Immagini

Gemma Cubero e Celeste Carrasco
Gemma Cubero e
Celeste Carrasco,
registe
foto foto
foto foto
foto foto
foto foto
foto foto
foto foto
foto foto
foto foto

« Il film è bellissimo. Guardandolo ho avuto un'impressione palpabile di queste due donne, non solo in qualità di atlete e di pioniere, ma anche come persone devote a un'arte così importante nella cultura spagnola. » Anna Pinkert, Still Indie.com

« Non è soltanto un film sulla corrida, ma un racconto fantastico su ciò che lo spirito umano può conseguire. » Roslyn Scott, Creative Loafing Weekly

Ella Es El Matador [E' lei il matador]

Ella Es El Matador

Si può sognare di svolgere un lavoro tradizionalmente riservato ai maschi e, per farlo, modificare tutta la propria vita? Puntuale riflessione sugli stereotipi dei ruoli sociali, il film è il racconto di una vocazione femminile testarda che non si ferma di fronte a nessuna difficoltà.

Intervista al Gender DocuFilm Fest

Giona Nazzaro, direttore artistico del GDFF, parla con Celeste Carrasco, regista, montatrice e direttrice della fotografia di Ella Es El Matador, durante la proiezione giovedì 26 agosto.

Giona: Abbiamo voluto fortemente il documentario Ella Es El Matador di Gemma Cubero del Barrio e Celeste Carrasco: ci è sembrata un'idea molto forte avere una regista che documenta il desiderio di una donna non tanto di essere accolta in un mondo dominato dall'ideologia maschile ma di lasciare una vera traccia in quel mondo, di farlo diventare anche proprio.

Celeste: Quello che volevamo esplorare era esattamente questa provocazione. Tutto quello che normalmente si attribuisce ai toreri — la virilità, il potere, la forza, la mascolinità — è dato dal dominio dell'essere umano sull'animale. Questo dominio però non necessariamente deve appartenere solo al genere maschile. Ci interessava investigare cosa succede quando questa situazione viene totalmente cambiata con una donna che diventa dominatrice del toro — tra l'altro l'animale maschio per eccellenza: cosa succede quando una donna uccide l'animale e diventa l'eroe? Perché per la cultura spagnola il toreador è la figura eroica per eccellenza, è il simbolo dell'eroe. Le corride sono immutate da secoli: abbiamo lo stesso rituale, lo stesso processo, la stessa arte. Ci interessava vedere cosa succede quando è una donna a inserirsi in questo contesto così rigido.

Giona: Il vostro film rappresenta perfettamente il peso degli stereotipi legati al genere: si interroga su quali aree sono interdette alle donne e quali siano i tratti specifici di un contesto maschile.

Celeste: Le difficoltà che le donne devono subire sono molteplici: anche per gli uomini diventare toreador è un percorso difficile, ma per la donna lo è maggiormente; nel corso della storia diverse volte è stato vietato per legge alle donne di partecipare alle corride, e anche oggi non è affatto facile. Basti pensare che al mondo c'è solo una torera professionista. Tuttavia, una delle conclusioni che possono esser tratte dal documentario è che gli uomini e le donne hanno gli stessi sogni e devono affrontare le stesse difficoltà e combattere le stesse battaglie per riuscire a realizzarli.

Giona: Cosa ne pensi del mondo della corrida e dei toreri?

Celeste: Non so rispondere con precisione. E' una domanda complessa. Abbiamo speso nove anni per realizzare questo film e ancora non so dire cosa passi per la testa di chi vuole diventare un torero, sia esso uomo o donna. E' sicuramente una questione di determinazione, di passione, e anche un desiderio di rischiare la vita. E, lo ripeto, queste cose ci sono sia negli uomini che nelle donne.

Giona: Come è stato accolto il vostro film in patria?

Celeste: Il film va a toccare molti nervi scoperti, è un film piuttosto scomodo per noi spagnoli perché mette in discussione molti valori, dal patriarcato alla corrida stessa, valori che noi abbiamo sempre vissuto e che diamo per scontati. Il film riceve quasi sempre reazioni molto polarizzate: o entusiaste o totalmente contrarie. Solleva così tanti temi — l'intoccabilità delle tradizioni, gli stereotipi di genere, il femminismo, le passioni indomabili, perfino i diritti degli animali — che è ovvio suscitare reazioni molto forti. Ci fa sempre piacere discutere di tutto questo con il pubblico, è il motivo principale per cui accompagniamo volentieri il film ai festival.

Giona: Il film racconta una specie di doppia sfida, quella del torero contro il toro ma anche quella della donna nel mondo maschile della corrida. Come ti ha arricchito il film, come donna?

Celeste: Ho imparato moltissimo nel fare questo film. Devo confessare che sia io che Gemma avevamo molti pregiudizi prima di girare, pregiudizi che fanno parte della nostra cultura, verso il mondo maschile in generale e verso il mondo dei toreri. Però grazie ad aver conosciuto Eva e Maripaz e all'aver ottenuto quell'intimità che occorre per filmare la loro vita, abbiamo capito ciò che le circondava e l'abbiamo visto con occhi diversi. Questa conoscenza con loro è stata il vero motore del film. E' stata un'esperienza meravigliosa, entrare nelle loro famiglie, nella loro quotidianità, vivere i loro sforzi e il tremendo apprendistato che devono sostenere. Ti potrei raccontare mille episodi difficili che abbiamo affrontato, sia loro per diventare torere sia noi per portare a termine il film. Non è stato facile girare questo film: essere due registe in un mondo monopolizzato dagli uomini come quello del cinema… c'era un chiaro parallelismo, ovviamente con le dovute distanze, tra la loro esperienza e la nostra. E' stato molto gratificante tutto il processo di produzione.

Giona: Celeste, grazie di nuovo per essere stata nostra ospite, e per questa conversazione così illuminante.

Celeste: Siamo noi che vi ringraziamo! Siamo molto contente che finalmente il nostro film sia entrato in un festival che si occupa di identità di genere: è il suo posto più adatto.

Estratti dalla sceneggiatura

Gemma Cubero: Per te è facile essere ingaggiata?
Maripaz Vega: No, per niente. E' giĆ  difficile trovare feste di paese, ma soprattutto trovare toreri che vogliano dividere il programma con una donna. E' difficile per gli impresari fare la scaletta se c'è una donna.

Fermin Cebolla: Le donne venivano bandite dalle arene sempre per motivi di ordine morale. La donna non deve essere torera perché il costume da torero risalta molto le forme delle donne.

Christina Sanchez: La legge non ci impedisce più di toreare, ma c'è tuttora un divieto implicito. E' un mondo di uomini in cui i toreri più famosi hanno tutto il potere. Quelli che comandano possono mandarti via quando vogliono.