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Edizione 2010
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Call for documentaries

Il Gender DocuFilm Fest è il primo festival in Italia a raccontare le forme mutevoli dell'identità di genere. Ampliando i confini del transessualismo e dell'omosessualità, il festival vuole costruire una visione più aperta e malleabile dei nostri corpi e dei nostri ruoli sociali, mettendo in discussione la logica binaria del maschile/femminile.

Il festival presenta opere che deliberatamente sfidano il pensiero comune su alcuni temi cardine della società: l'amore, il sesso, i ruoli maschile e femminile, la pornografia, la famiglia.

Nessuna certezza resta salda dopo la visione di questi documentari. Abbattendo gli stereotipi, ogni film ridona al corpo la propria centralità politica e sensoriale.

film in concorso
Pyuupiru 2001-2008

PYUUPIRU 2001-2008
di Daishi Matsunaga
Giappone 2010
95 minuti, giapponese con sottotitoli italiani e inglesi

Pyuupiru è un ragazzo giapponese in conflitto con il proprio corpo, inadatto a rappresentare la vera identità dell'anima che contiene. Oltre la performance art e la chirurgia, inarrestabile nel suo percorso di riappropriazione dell'identità di genere, Pyuupiru inizia un viaggio ai confini tra i due sessi spinto tanto dalla ricerca del sé quanto dalla furia artistica, plasmando il proprio corpo come uno scultore con la cera.

Il documentario di Daishi Matsunaga, amico d'infanzia di Pyuupiru, intervista familiari e amici dell'artista e segue da vicino otto anni di vicissitudini corporee e mentali di un giovane in grado di tramutare i turbamenti dell'anima in arte.

Kathakali (The Table with the Dogs)

THE TABLE WITH THE DOGS (KATHAKALI)
di Cédric Martinelli e Julien Touati
India 2010
40 minuti, senza dialoghi

Julien Touati è il primo occidentale ammesso alla scuola indiana più prestigiosa dove viene insegnata l'arte del Kathakali, il teatro-danza delle rappresentazioni popolari. Giorno dopo giorno, dall'alba a notte inoltrata, Julian si immerge completamente in un viaggio ipnotico e sensuale nel cuore delle tradizioni indiane, scoprendo un mondo dove l'ordine gerarchico è immutabile, la religione onnipresente e le donne assenti.

Il documentario è un'opportunità unica per assistere al durissimo allenamento corporeo e alla rigida educazione a cui vengono sottoposti i ragazzi chiamati a rappresentare le divinità del pantheon indù, alla scoperta di uno degli ultimi posti al mondo dove questa forma d'arte viene insegnata seguendo la tradizione più pura.

Le Ciel en Bataille

LE CIEL EN BATAILLE [Battaglia nel cielo]
di Rachid B.
Francia 2010
45 minuti, francese con sottotitoli in italiano

Al capezzale del padre malato di cancro, un ragazzo francese ripercorre la propria vita e si immagina di confessare finalmente la sua omosessualità e il suo percorso spirituale dal cattolicesimo all'islamismo.

La voce di Rachid, narrando la sua vita dall'infanzia in Marocco alla Parigi multiculturale d'oggi, trascina lo spettatore all'interno di un'esperienza umana complessa, in perenne lotta tra le pulsioni del corpo e la purezza dello spirito. L'omosessualità, mai negata ma inconfessabile in un contesto religioso, tenta una realizzazione terrena mentre in cielo le divinità osservano. Un documentario che con immagini oniriche e poetiche cerca di superare i confini del corpo per approdare a una dimensione spirituale che porti finalmente la pace dell'anima e dei sensi.

Romeo & Julius

ROMEO & JULIUS
di Sabine Hviid
Danimarca 2010
25 minuti, danese con sottotitoli inglesi e italiani

Una compagnia teatrale studentesca mette in scena il Romeo e Giulietta di Shakespeare in chiave gay. L'imprevisto shakespeariano questa volta arriva quando la forza dei sentimenti reali rompe l'illusione del teatro.

La regista del documentario mischia le prove sul palco con frammenti di confessioni dietro le quinte e gradualmente ciò che era iniziato come una divertente rivisitazione contemporanea del più famoso dramma teatrale sull'amore impossibile diventa complicata realtà quando i sentimenti degli attori iniziano a sovrapporsi a quelli dei personaggi. Shakespeare aveva compreso benissimo che l'amore vero è necessariamente sorprendente, rivoluzionario e inarrestabile.

Face

FACE [Volti]
di Adele Wilkes
Australia 2010
26 minuti, inglese con sottotitoli italiani

Una regista e fotografa di arte erotica segue il progetto collettivo Beautiful Agony, in cui persone comuni filmano il proprio volto durante l'orgasmo. Il voyeurismo della regista entra presto in crisi: abituata a filmare il nudo altrui, non riesce a mettersi a nudo di fronte alla macchina da presa.

FACE è un documentario intimo che presentando un collage eterogeneo di testimonianze e interviste ai fondatori di Beautiful Agony offre un viaggio erotico e rivelatore attraverso l'esperienza del piacere corporeo, al contempo assolutamente universale e misteriosamente individuale. Un'esplorazione coraggiosa e puntuale dei limiti del voyeurismo, dell'arte e del sesso, e di come ciascuno di noi si trovi sospeso tra identità personale e innegabile appartenenza alla specie umana.

I Shot My Love

I SHOT MY LOVE [Ho ucciso il mio amore]
di Tomer Heymann
Israele 2010
55 minuti, ebraico con sottotitoli inglesi e italiani

Il regista israeliano Tomer Heymann, a Berlino per la presentazione del suo precedente lavoro, conosce Andreas e, quando l'incontro occasionale tra i due si trasforma in una relazione duratura, la presenza della madre di Tomer si insinua nel loro rapporto. Improvvisamente si aprono ferite vecchie di decenni legate all'Olocausto e Tomer si ritrova suo malgrado combattuto tra l'amore per la sua madre israeliana e quello per il suo nuovo fidanzato.

Tomer Heymann registra la sua vita da vari anni, parallelamente alla sua attività di documentarista, convinto che i momenti significativi siano tali solo se fissati per sempre in video. Per la prima volta, l'oggetto di un suo documentario è la sua stessa vita.

Regretters

REGRETTERS [Pentimenti]
di Marcus Lindeen
Svezia 2010
60 minuti, svedese con sottotitoli inglesi e italiani

Orlando è stato uno dei primi casi di riassegnazione dell'identità di genere in Svezia. Mikael invece si è sottoposto all'operazione quando aveva già 50 anni. Orlando è oggi a suo agio in una condizione intermedia, Mikael vorrebbe disperatamente tornare indietro e annullare l'operazione chirurgica che l'aveva reso donna. Seduti l'uno di fronte all'altro, si raccontano le proprie vite, fatte di crisi, scelte, difficoltà e soprattutto errori.

Marcus Lindeen riesce a trattare un tema esplosivo con un rispetto e una partecipazione emotiva ammirevoli. Lasciando che Orlando e Mikael si confessino sogni, amori traditi, speranze e disillusioni, Regretters ci mostra quanto anche la ricerca di se stessi possa essere un processo per prove ed errori. Questa incredibile storia rivela alla fine il suo elemento più stupefacente: la sua rilevanza per ogni essere umano.

video interviste
Intervista a Giona Nazzaro
GIONA A. NAZZARO

Il direttore artistico del GDFF spiega la selezione dei film in concorso e la missione del festival.

Lettera di Daishi Matsunaga
DAISHI MATSUNAGA

Il regista di 'Pyuupiru 2001-2008' ha inviato una lettera per presentare il suo film al pubblico italiano.

Intervista a Julien Touati
JULIEN TOUATI

Il co-regista di 'Kathakali' parla delle fatiche fisiche e produttive collegate alla realizzazione del film.

Intervista a Rachid B.
RACHID B.

L'artista francese spiega la genesi del suo documentario autobiografico 'Le Ciel en Bataille'.

Intervista a Sabine Hviid
SABINE HVIID

La regista di 'Romeo & Julius' parla della delicatezza nel dirigere due ragazzi alle prese con l'amore.

Lettera di Adele Wilkes
ADELE WILKES

La regista di 'Face' ha inviato una lettera per introdurre il proprio film al pubblico del GDFF2011.

Intervista a Andreas Merk
ANDREAS MERK

Il protagonista di 'I Shot My Love' racconta la sua esperienza con l'onni-presente occhio del regista.

Intervista a Marcus Lindeen
MARCUS LINDEEN

Il regista di 'Regretters' spiega le difficoltà per portare sullo schermo la sua storia inusuale.

seconda edizione

La seconda edizione del Gender DocuFilm Fest, tenutasi al Gay Village di Roma dal 25 al 27 agosto, è stata seguita da oltre mille spettatori, con cinquanta accreditati tra registi, produttori, studenti italiani e stranieri, operatori culturali, direttori di festival e giornalisti.

"Questo piccolo festival — ha detto Giona A. Nazzaro, direttore artistico — ha confermato il ruolo chiave che il documentario ha nel mondo contemporaneo: non un format televisivo pigro ma la forma cinematografica per eccellenza; la forma più viva, l'equivalente della new wave nel cinema. Autoproduzione, sguardi leggeri, capacità di sfidare e interrogare il presente fanno del documentario il genere cinematografico più stimolante e eccitante. Questo festival ha come missione e ambizione di porsi al cuore di uno snodo politico, formale e dialettico di sempre maggiore apertura. Il documentario è vita e il Gender DocuFilm Fest uno dei luoghi dove questa vita è possibile toccarla con mano."

Intervista ai giurati

PREMIO DELLA GIURIA: KATHAKALI

La giuria internazionale — presieduta dal cineasta Luca Guadagnino e composta da Sonja Henrici, Robert Greene e Alberto Lastrucci — ha sottolineato come il dibattito culturale sul concetto di genere sia un processo in costante evoluzione, per cui era importante premiare un film che espandesse questa idea e vi si approcciasse in modo formalmente innovativo. La giuria ha assegnato il premio per il miglior film a KATHAKALI di Cédric Martinelli e Julien Touati.

Kathakali vince

"Il film vincitore — si legge nelle motivazioni — trasporta il concetto di gender in un nuovo territorio. E' un film di corpi sul portare se stessi al limite della propria esperienza. E' un film sulla perseveranza e sulla forza fisica ed è infine un film che contribuisce a formulare una metafora completamente nuova che illumina il genere come entità a sé stante. La ricerca del sé in questo film viene attuata contro e nonostante le differenze culturali e le limitazioni fisiche. La giuria sente che questa opera è la più audace nella visione di cosa l'identità significhi per l'individuo."

MENZIONE SPECIALE E PREMIO DEL PUBBLICO: REGRETTERS

Regretters vince

La giuria ha anche voluto assegnare una menzione speciale al film REGRETTERS di Marcus Lindeen, "un film che racconta due storie uniche che sfidano i nostri preconcetti attraverso uno stile minimale che riesce a ottenere il massimo effetto. La prossimità emotiva di questi due essere umani e l'esplorazione cinematografica del paesaggio dei volti illumina le loro storie radicalmente singolari permettendoci di passare dal particolare all'universale."

REGRETTERS ha conquistato anche il premio del pubblico risultando il film più amato della seconda edizione con il 96,3 % di gradimento complessivo: un voto pressoché unanime, in un'edizione che ha registrato un altissimo gradimento per tutti i documentari in concorso.

giuria
Luca Guadagnino
LUCA GUADAGNINO

Regista di film e videoclip musicali, Luca ha conquistato la critica e il pubblico di tutto il mondo con l'intenso 'Io Sono l'Amore' con Tilda Swinton.

Sonja Henrici
SONJA HENRICI

Produttrice, regista e sceneggiatrice, attualmente lavora come direttore di produzione presso lo Scottish Documentary Institute di Edinburgo.

Robert Greene
ROBERT GREENE

Autore del pluripremiato 'Kati with an I' e di 'Fake It So Real', Robert è uno dei registi più innovativi del nuovo documentario statunitense.

Alberto Lastrucci
ALBERTO LASTRUCCI

Co-direttore del Festival dei Popoli di Firenze, il più prestigioso festival di documentari in Italia, Alberto è uno dei maggori esperti di cinema del reale.

staff e area stampa
Giona Nazzaro
GIONA A. NAZZARO

Direttore artistico del GDFF, Giona è un giornalista e critico cinematografico, membro dei comitati di selezione di vari festival internazionali.

Filippo Ulivieri
FILIPPO ULIVIERI

Creativo, montatore e webmaster, Filippo segue l'organizzazione del festival e ne cura i contenuti e la comunicazione.

Imma Battaglia
IMMA BATTAGLIA

Presidente di Di'Gay Project, l'associazione di promozione sociale che ha progettato il festival, Imma è una dei leader del movimento LGBT italiano.

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